Paolo De Simone, ambasciatore della Dieta Mediterranea nel mondo: una serata per celebrare la Cucina Italiana verso l’UNESCO         

La Cucina Italiana è vicina a un traguardo storico: la possibile proclamazione come Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO, un riconoscimento atteso che non premia soltanto ricette e saperi, ma un una cultura gastronomica costruita sulla biodiversità, sulla convivialità e sul profondo legame col territorio. In questo percorso, la Dieta Mediterranea – già patrimonio UNESCO dal 2010 – rappresenta uno dei suoi pilastri più autorevoli e distintivi. Tra i principali interpreti di questa filosofia che portano nel mondo questo messaggio di autenticità e identità italiana c’è Paolo De Simone, pizzaiolo e chef cilentano, riconosciuto come ambasciatore della Dieta Mediterranea nel mondo. La sua cucina, profondamente legata alle radici del Cilento, incarna una filosofia gastronomica che coniuga rispetto del territorio, tecnica, essenzialità e valori culturali. Proprio a Milano, nel suo Modus, ha portato il concept “Il Cilento a Milano”, diventandone portavoce e custode.

Un omaggio alla Cucina Italiana nel mondo

Il prossimo 10 dicembre, negli spazi di Modus, in Via Andrea Maffei a Milano, De Simone sarà protagonista di una serata speciale dedicata alla Cucina Italiana e ai suoi valori fondanti. Un appuntamento che si inserisce nel cammino della candidatura UNESCO e che vuole celebrare la ricchezza delle tradizioni regionali, la qualità delle materie prime, la stagionalità e la sostenibilità. Attraverso un menù variegato e narrato, Paolo De Simone guiderà gli ospiti in un viaggio gastronomico tra pizze contemporanee ad alta digeribilità, reinterpretazioni dei classici italiani e creazioni che omaggiano il Cilento e la Dieta Mediterranea.

Una serata tra gusto, racconto e consapevolezza

Elemento centrale della serata sarà la narrazione: ogni portata sarà introdotta da un breve racconto che ne illustrerà l’origine, le tecniche di preparazione, le caratteristiche degli ingredienti e la filosofia che ispira lo chef. Una modalità che riprende i valori UNESCO della trasmissione di saperi e della tutela delle tradizioni locali.

Il Cilento in primo piano: territorio, prodotti, identità

A testimonianza di questo legame profondo, la serata vedrà la partecipazione di produttori e aziende del Cilento, territorio di cui De Simone è uno dei più appassionati interpreti. Dalle farine ai formaggi, dall’olio extravergine ai prodotti dell’orto, il Cilento sarà il cuore pulsante dell’incontro, raccontato attraverso piatti e pizze che rappresentano l’essenza stessa dei valori UNESCO.

Pizza, Dieta Mediterranea e patrimonio culturale

La pizza, già celebrata dall’UNESCO nel 2017 attraverso l’iscrizione de “L’Arte del Pizzaiuolo Napoletano”, sarà protagonista come simbolo di identità culturale italiana: un piatto semplice e popolare, capace di unire tradizione, sostenibilità e convivialità. Nella visione di De Simone, la pizza diventa manifesto di una cucina che valorizza il territorio e promuove un’alimentazione sana e consapevole. La filosofia “semplice mangiare”, che caratterizza la sua cucina, riflette perfettamente i principi della Cucina Italiana candidata all’UNESCO: autenticità, qualità degli ingredienti, rispetto della stagionalità, condivisione e cura del gesto culinario.

Paolo De Simone: identità cilentana e visione internazionale

Da anni impegnato nella diffusione della cultura alimentare mediterranea, De Simone porta avanti un lavoro di valorizzazione del territorio che unisce conoscenza degli ingredienti, studio dell’impasto e continua ricerca sulla purezza dei sapori. La sua pizza – riconoscibile per leggerezza, equilibrio e identità – è la sintesi del suo percorso tra Cilento e mondo, tra tradizione e innovazione.

Quella del 10 dicembre sarà una serata che non celebra solo un grande pizzaiolo, ma un’occasione per sensibilizzare il pubblico sul valore culturale del cibo italiano: una cucina che non è più soltanto gastronomia, ma parte integrante della società, della storia e dell’identità nazionale.

 

Fonte: Food and wine magazine